SWISS RAID COMMANDO 09
Considerata una tra le più impegnative esercitazioni per pattuglie militari in Europa, svoltasi in svizzera/Francia nelle montagne e nelle vallate adiacenti al lago di Ginevra nei giorni compresi tra giovedì 24 e sabato 26 settembre.
Hanno partecipato 160 pattuglie da 19 paese differenti.
23 ritiri e 1 squalificato
11 pattuglie italiane: 4 UNUCI , 2 reparti in servizio e
n° 5 A.N.P.d’I.
-ANPDI MILANO: CM Par Gelmini Luigi, C/le Par Cocchi Fabrizio, C/le Murgia Telemaco,
Alberta Chiappa
Resoconto della esercitazione:
Mercoledì 23 dalle ore 19.00 alle 23.00 arrivo pattuglie, registrazione e ritiro del materiale obbligatorio tra cui un fucile sig FAS 90.
Trasferimento agli alloggi.
Giovedì 24 dalle 8.00 alle 15.00 giornata addestrativa in poligono con tiri a 30mt per taratura fucile, tiri a 200mt simulazione di tiro con Panzer Faust (controcarri), lezioni teoriche di cartografia ed esplosivistica.
Ore 21.00 cerimonia di apertura nella piazza del paese di Sion, rapida ed efficace, una cosa è stata chiara e ribadita dal comandante dell’esercitazione “questa edizione non sarà dura; sarà molto dura!” e così e stato.
Tre ore dopo alle 24.00 le pattuglie da 4 elementi sono state divise e portate rispettivamente in due località differenti in Francia, da lì è partita elle 03.00 una marcia commando a tempo per ritornare in svizzera e riunirsi, 25/30 km di sviluppo con 800mt di dislivello in salita e 1600mt in discesa.
Venerdì ore 07.00/10/00 Riunione delle pattuglie in arrivo dalla marcia e partenza per la seconda fase di selezione.
In sella a vetuste e pesantissime biciclette militari lungo un percorso di oltre 60km. Intervallate da numerosissime prove di tiro con tutti i tipi di armi: carabine di precisione, pistole, Minimi, irruzioni con MP5, oppure prove fisiche di superamento ostacoli naturali in acqua nel gelido lago di Losanna o arrampicate sulle pareti di roccia delle limitrofe montagne.
Terminata anche questa fase dopo 24 ore di attività veniamo trasportati a bordo di veicoli presso una accademia di polizia dove ci vengono assegnate le rispettive missioni da compiere a breve;
Liberazione ostaggi, sabotaggio con esplosivo, imboscata a un convoglio.
Giusto il tempo di preparare l’equipaggiamento, rifocillarci con i viveri che ci eravamo portati dietro, “riposarci” con dei rapidi micro sonni da 15 minuti e medicarsi i piedi, prima di ripartire.
Sabato ore 01.00 recuperiamo il materiale specifico per la rispettiva missione: pesantissimi PanzerFaust, materiale esplosivo, caricatori di scorta con munizionamento a salve.
Breve trasferimento in camion e imbarco su elicotteri Super Puma.
Atterrati ha inizio la marcia di infiltrazione fino all’obbiettivo 15km in territorio pesantemente controllato da pattuglie di interdizione appiedate e meccanizzate.
Numerosi sono stati i contatti e gli scontri a fuoco, ogni pattugliatore e interditore aveva addosso un sistema di rilevazione laser che in caso ingaggio suonava indicando di essere stati abbattuti.
Arrivo sull’obbiettivo in mattinata, espletamento delle missione e ritorno sempre in ambiente controllato verso un punto di esfiltrazione con elicottero, altri 20Km a piedi.
Imbarco sulle l’elicottero e ritorno alla caserma di partenza per terminare l’esercitazione.
Totale circa 48 ore di operazione, due notti insonni, oltre 60 km a piedi con zaino arma e materiale specifico per missione, 40/80 km in bici intervallati da prove.
Ottime le prestazioni di Tutte le pattuglie Anpdi Classificate a metà classifica, contando che oltre il 50 percento di squadre erano fatte da personale in servizio di reparti operativi delle altre nazioni: granatieri svizzeri, parà di tutte le nazioni, paracommando belga, Gipn francesi (l’equivalente dei nostri NOCS), forze speciali greche e cipriote,
dobbiamo solamente essere orgogliosi dei nostri piazzamenti.
Prima classificata: Associazione Ufficiali Estoni.
Unico rammarico, a detta del Comandante dell’esercito è che probabilmente questa sarà ‘ultima edizione, i tagli alla difesa hanno toccato pure loro.
Sicuramente data la difficoltà volevano lasciare il segno.
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